Si diffonde negli ospedali l’impiego dei cani-dottore

27 Maggio 2008

Sono ormai decine gli ospedali che hanno  aperto le porte di vari reparti, non solo pediatrici, all’ingresso di animali. Tanto che qualche nosocomio ha addirittura pensato di trovare il posto per piccole fattorie nelle vicinanze degli ambulatori. Attività e Terapie assistite con gli animali,  sono un lavoro di equipe in cui sono sono coinvolti medici e psicologi, insegnanti e assistenti sociali, veterinari, etologi, addestratori, istruttori e conduttori del pet.  E a favore della pet therapy si è pronunciato 3 anni fa  anche il comitato nazionale di bioetica che ha benedetto la  pratica (non a carico del servizio sanitario a causa della limitatezza delle risorse economiche) per i suoi benefici per anziani e malati psichici anche se le evidenze scientifiche non sono così solide. Non è tanto importante la razza dei cani ciò che conta - dicono i veterinari - quanto la loro socievolezza la capacità innata di interagire spontaneamente con le persone, oltre,  naturalmente, alla perfetta salute fisica che deve essere costantemente monitorata. Gli animali dottori hanno ora diritto di cittadinanza non  solo in alcuni ospedali ma anche nei centri di riabilitazione, nelle residenze sanitarie assistite, nelle case di riposo e anche negli asili nido, nelle scuole, nelle carceri, nelle comunità di recupero dei tossicodipendenti.

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